Falling Skies, dopo anni Noah Wyle ancora acchiappa

Settimana scorsa un nuovo telefilm ha aperto i battenti sulla TNT (The Closer, They do know drama): alieno apocalittico con un ancora affascinantissimo Noah Wyle. Chi? Il dottor Carter di E.R.! Tanti i cuori che ha rubato negli anni novanta per poi sparire dal piccolo (e grande) schermo fino ad oggi.

Di solito questo genere di comeback non ha grande successo, chiedete a Christian Slater.
Se poi le premesse sono le solite raccattate da Joss Whedon… Pensavo che il post-apocalittico fosse così post da essere sorpassato, invece mi sbagliavo di grosso.
Scordatevi Firefly e Mad Max, Falling Skies è paradossalmente as real as it gets pur con alieni a sei zampe e megarobot.

Il plot: a meno di un anno dall’invasione aliena, i pochi superstiti umani si organizzano per resistere mentre gli invasori sterminano adulti e catturano i bambini. Tom Mason è un combattente, ex professore di storia dopo l’invasione secondo in comando in un gruppo di 300 supersiti; con lui il figlio più piccolo ed il maggiore. Ed ecco il twist: ne manca uno, è prigioniero degli alieni.

I primi due episodi di Falling Skies, mandati in onda nella stessa serata, mettono giù le carte in maniera chiara e tutt’altro che monotona. Di Whedon prendono il meglio, quel farti credere indubbiamente ad ogni improbabilità sci-fi grazie al supporto di storie ben costruite e personaggi complessi.

L’inizio è stato indubbiamente intrigante.

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