” No2Giugno“, ” parata“, ” vittime” ma anche imprecazioni, nomi di persone rimbalzati nei retweet e riferimenti alla cronaca sono le parole più ricorrenti nella nuvola di tweet esplosi dopo il terremoto di martedì mattina. Con la collaborazione di Fondazione Ahref, Wired ha visualizzato nella mappa navigabile qui sotto il susseguirsi delle scosse (in rosso) rilevate dall’ Ingv insieme ai 29mila tweet (in verde) raccolti da Reputation Manager con hashtag #terremoto e #scossa.
L’area dei cerchi rossi è proporzionale alla magnitudo della scossa, mentre quella verde indica il sommarsi di tweet provenienti dallo stesso luogo. Il quadro è inevitabilmente parziale, perché la piattaforma di Twitter permette di localizzare con precisione solo chi ha scelto di geolocalizzare il proprio account, ma il campione è significativo e mostra già alcuni comportamenti. Là dove c’è una scossa, come a Mirandola, si twitta molto meno e solo più tardi, mentre è forte il contributo delle città lontane dal sisma: il 12% dei cinguettii arriva da Roma, l’8% da Milano mentre appena il 5% da Bologna.
via Wired.it
