Grey’s Anatomy, da medical drama a soap/disaster movie

SPOILERS!!! Leggete a vostro rischio e pericolo.

Secondo me leggete, è divertente!

Dopo aver abbandonato la serie a metà della stagione corrente causa noia mortale ho deciso di dare un’occhiata alla season finale; scema io, bastava aspettare qualche minuto per la puntata di Touch (che mi ha preso, dolciastro e melodrammatico da indurre diabete, ma mi ha preso, forse perché nell’attesa di True Blood è l’unica serie che non è ancora terminata, può essere).

Ma torniamo al Seattle Grace, anzi, in un bosco dove si è spatasciato l’aereo che trasportava (non ho idea del perché, ma ormai anche Shonda Rhimes credo non se ne interessi più) Meredith, Derek, Mark, Lexie, Arizona e Cristina.. ma lei si preoccupa della sua scarpa mancante, brutta cosa lo shock.

Insomma, gira di qua, medica di là, Derek si è ancora rovinato una mano e – attenzione, attenzione – Lexie è andata, schiacciata da un pezzo di aereo. Scena gentilmente resa meno drammatica della crisi esistenziale di quella semi-nuova: ti amo, si, avremo una lunga vita insieme e tanti bamboccia, si.

Che qualcuno avrebbe fatto una brutta fine, scopro stamattina, lo si sapeva da qualche tempo come al solito; chiaramente non era stato fatto il nome. Ci ha quasi rimesso le penne anche Mark perché tutti pensavano fosse imbambolato dallo shock per la morte della sua amata (anche te, se la tiri per le lunghe non è colpa sua rimanere schiacciata da un’ala), invece aveva una bella emorragia interna: salvo, brava Meredith.

Quindi a questo punto sono lì nella foresta, all’ospedale nessuno si accorge che mancano fino alla fine dell’episodio e son lì che stanno per assiderarsi.

In positivo: sono finiti i sette anni di internato e Cristina ha ritrovato la sua scarpa.

La mia conclusione: al prospetto di un’altra stagione non sanno più cosa fare e stanno semplicemente, ma efficacemente tentando di ucciderli tutti uno per uno per non dover dare spiegazioni alla fine della serie.

Un suggerimento: se siete a Seattle, porca miseria, state lontani dagli ospedali che sono peggio delle profezie di Nostradamus e dei Maya e dei film con Dennis Quaid.

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